APPUNTAMENTI | venerdì 18 febbraio 2011, 11:59
Festival terza serata: flash, immagini sparse di Massimo Cotto
La Kermesse canora vista dal noto giornalista e opinionista. Promossi Vecchioni e i giovani Gualazzi e Amadé
Davide Van de Sfroos che canta "Viva l'Italia" più alla Bertoli che alla De Gregori.
Anna Tatangelo vestita da torta st.Honoré che rilegge correttamente "Mamma".
Anna Oxa che abbandona il look alla Edward Mani di Forbice ma tagliuzza comunque "O sole mio" in tanti pezzettini.
Luca Madonia sempre più ispirato nella sua eleganza vocale e di pensiero.
Giusy Ferreri in una versione horror de "Il cielo in una stanza", un gracchiante disturbo che vibra per te e per me.
Nathalie brava ma troppo didascalica (e troppo X-Factor) ne "Il mio canto libero".
Il delizioso arrangiamento di "Mamma mia dammi cento lire" di Pezzali (però, Max, dove hai comprato la terribile giacca da nonno della prima sera? Risale ai tempi dell'Unità d'Italia?) e una sempre più sciolta Arisa.
Benigni che arriva a cavallo e tutta la sala che guarda se l'animale lascia il suo bel ricordino.
L'Ariston una volta tanto compatto nel cantare "'O surdato 'nnammurato" insieme a Roberto Vecchioni in quello che per ora è l'unico esempio perfetto di unità al festival.
I giovani che cantano alle porte della mezzanotte e si giocano tutto in un quarto d'ora, quasi fosse un tempo supplementare nella grande partita dell'audience.
Proprio due giovani mi hanno lasciato i flash più forti. Il già rodato Gualazzi della prima sera e Amadè hanno tutte le carte in regola per conquistarsi un posto al sole (che stamattina finalmente sbarca a Sanremo dopo tanta attesa). Rafael è di scuderia buona (la Caselli che qui a Sanremo ha spesso vinto le sue scommesse) e di stampo jazz, mentre Roberto è un cantautore di lana pregiata e belle visioni. Ho avuto la fortuna di scoprirlo a Sanremolab tre anni fa, quando ero direttore artistico e presidente di commissione. Portava una deliziosa canzone intitolata "L'amore dei sordi". A lungo abbiamo valutato se portarlo o meno tra i vincitori, poi io e Franco Zanetti abbiamo pensato non fosse ancora pronto. In questi anni Roberto è cresciuto molto, ha avuto il privilegio grande di conoscere Bruno Tibaldi (storico discografico che l'ha prodotto) e Michele Torpedine (manager di Bocelli, Zucchero, Giorgia, Antonacci...) e di trovare attenzione ad Area Sanremo di quest'anno, che gli ha dato la grande opportunità di mettersi in mostra.
Uno di loro due vincerà la partita di Sanremo, entrambi vinceranno un campionato, prima o poi.




